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“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita” disse Confucio, e l’amore per il proprio lavoro è ciò che traspare scambiando due chiacchiere con Marco Artesi, barber torinese che si definisce un barber 2.0, un rivisitatore della barberia classica che apprezza i nuovi stili ma che conserva in sé un forte background old-school.

Marco sarà uno dei giudici del primo International Barber & Beard contest che si terrà ad Olbia il 26 e il 27 marzo 2017, evento organizzato da HHG-B Beard Care in cui i barber locali si sfideranno con i maggiori barber internazionali.

 

Marco, sei nel mondo della barba da 35 anni. Come e quando è nata questa passione?

È nata molti anni fai, quando ero praticamente un ragazzino.  Mi affascinava il mondo della barberia e così il mio percorso è iniziato dal “classico barbiere sotto casa”. Da lì è partito tutto, è stato amore a prima vista. Nel tempo, gavetta su gavetta, sono diventato un professionista del settore ed eccoci qui, 35 splendidi anni di esperienza e mai scelta fu più felice.

 

Domanda secca: barba corta o barba lunga?

Beh è una decisione che dipende da tanti fattori. Personalmente sono più per la barba medio-lunga ma la scelta dipende dalla quotidianità, dalla vita che conduci, dal lavoro che fai. Per esempio, alcuni miei clienti sono dei medici o avvocati che vorrebbero una barba molto lunga, tuttavia alla fine, per motivi di lavoro, tendono a scegliere una barba media ma ben curata, accompagnata da accurato taglio di capelli. È un’ottima scelta, purché sia particolare e di stile. La barba deve parlare di noi e sta bene a chiunque, è compito del barber consigliare il miglior taglio di barba al proprio cliente/amico.

Marco Artesi

 

Parliamo di stili. Ci insegnerai che ne esistono diversi, da quelli più moderni ai classici “old school”. In quale ti rispecchi maggiormente?

Sicuramente old school. Mi definisco un barber 2.0, ovvero la rivisitazione della barberia. Tempo fa il concetto di “barbiere” aveva una connotazione classica, veniva associato all’anziano “di bottega” con il camice. Ora non è più così: nel tempo sono nati tanti barbers più o meno moderni, tuttavia credo che se non hai una base old school alle spalle difficilmente riuscirai a farti apprezzare realmente.

 

Il mondo dello stile si divide tra chi sostiene positivamente la barba e chi la definisce solo una “moda hipster” destinata a scomparire e che mal si sposa, per esempio, con l’indossare abiti eleganti. Tu cosa ne pensi?

Francamente non credo sia solo una moda né credo sia una cosa passeggera. Avere la barba significa indossare uno stile di vita. Chi indossa la barba lo fa perché ci crede, perché è il suo stile, perché si rispecchia in esso. Chi lo fa solo per moda dura poco, finirà col radersi la barba dopo poco tempo. La barba è uno stile di vita ed un uomo può risultare di classe ed indossare un abito elegante anche con la barba, purché sia curata.

 

Quanto tempo dedichi alla cura della tua barba?

Curare la mia barba è una routine che svolgo piacevolmente al mattino. Mi lavo la barba con lo shampoo da barba, metto il balsamo, la pettino, la sciacquo, uso il phon, uso l’olio ed impiego 20/25 minuti al giorno per quel che riguarda la cura giornaliera.

I miei clienti/amici la curano quotidianamente per poi ritornare da me una volta ogni 3 settimane perché la barba, a differenza dei capelli, non cresce uniformemente: anche in fase di crescita è importantissimo curarla. Quando vengono da me effettuo un taglio pelo per pelo, accurato e minuzioso, tutto a forbice, al fine di dare alla barba una forma perfetta. È fondamentale che la barba sia curata costantemente e che si utilizzino prodotti dedicati alla barba poiché ha un ph diverso differenti dai capelli.

Lasciami dire che è difficile avere la barba, si fa più in fretta a toglierla, ma se vuoi averla ci vuole impegno. D’altronde il detto dice “chi bello vuole apparire, qualche pena deve soffrire”.

Marco Artesi

Su The Gentleman abbiamo dato consigli sulla tipologia di barba in base alla forma del viso. Per esempio, cosa consiglieresti a chi ha un volto stretto e lungo e a chi ha un viso tondo?

Ad un cliente con un viso stretto e lungo, cosiddetto “oblungo”, tenderei ad arrotondargli il volto, ovvero lasciare le guance un po’ più piene. Il taglio che andrei a ad effettuare con il rasoio come finish finale sarà un po’ più dritto, partendo dall’orecchio fino al labbro, lasciando più piena la parte del mento.

In caso di un uomo con il viso rotondo, con o senza capelli, sfinerei i lati, quindi accorcerei partendo dalla basetta fino ad allungare il pelo man mano che mi avvicino al mento, fino ad ottenere un effetto più squadrato sotto. È importante cercare di allungare il viso.

 

Per te il “barber perfetto” come deve comportarsi? È giusto che instauri un feeling molto empatico  o preferisci che faccia il suo lavoro in modo cordiale ma che resti sulle sue?

Assolutamente no! È importante che si crei feeling tra il cliente/amico e il barber. Il cliente quando è seduto sulla mia poltrona deve avere la percezione che io mio sia alzato quella mattina per dedicarmi esclusivamente a lui. In quei 20/30 minuti in cui è con me deve sentirsi a casa. Il cliente deve ritornare non solo per la qualità della mia professionalità ma perché si sente in un ambiente familiare. È un momento suo ed è sacro, inviolabile.

 

Essere un uomo è questione di nascita. Essere un gentiluomo è una questione di scelta.

Per finire, qual è la tua definizione di Gentleman?

Chiunque, nel proprio piccolo, è un Gentleman, dobbiamo solo rappresentarlo. È un connubio di stile personale e di modi nel proporsi agli altri. A proprio modo, in fondo, lo siamo tutti, dobbiamo solo scegliere di esserlo e di tirarlo fuori. C’è un aforisma al quale sono particolarmente legato e che ho riportato anche sulle mura del mio salone, nonché tatuato sulla mia pelle:

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